|
|||||||||
|
|
One Hour Photo
|
||||||||
Sy Parrish lavora nel reparto sviluppo foto di in un centro commerciale. Conosce le immagini (e i segreti) di tutti. In particolare è affascinato dagli Yorkin: si sente quasi parte della famiglia e negli anni ha accumulato in un enorme murales tutte le foto della coppia. Ad un certo punto Sy viene licenziato e, nello stesso momento, da alcune stampe vien fuori che il signor Yorkin è in realtà un marito infedele... Mark Romanek ha girato tanti videoclip prima di approdare al cinema. In One Hour Photo c'è una breve sequenza onirica in cui la sua video-arte esprime in pochi secondi tutto il senso del film. Qual è il difetto più comune delle foto amatoriali? Gli occhi rossi, effetto indesiderato della luce del flash che invade troppo in fretta le pupille. Per un personaggio che vive in un mondo di foto, il simbolo dell'orrore non potevano che essere questo.
Sy, bianco come un cadavere, in mezzo a scaffali bianchi e vuoti che sembrano un enorme obitorio, ha gli occhi iniettati di sangue. Il sangue prima cola "disegnando" una linea grafica, come in un un film delle avanguardie storiche, poi schizza a fiotti in un breve effetto splatter. Il contrasto tra l'estremo formalismo della prima parte della scena e la virulenza della seconda riassume in pochi secondi il particolare stile di regia adottato da Romanek in One Hour Photo: l'aspetto glaciale degli ambienti e del volto di Sy (volto bianco ghiaccio, capelli quasi arancioni) non serve tanto a suggerire un distacco dagli eventi ma ad associare l'animo del personaggio alla macchina... Sy è tutt'uno con la macchina di sviluppo foto: quando si occupa della manutenzione, è come se si facesse una trasfusione di sangue.
Non si capisce bene se a scatenare la follia potenziale di Sy sia effettivamente il tradimento di Will Yorkin, oppure l'allontanamento dalla sua amata macchina a causa del licenziamento. Senza questo discorso sulla "freddezza" dell'anima e sull'aspetto funereo delle foto che congelano il tempo in frammenti di un paradiso illusorio, il film sarebbe un thriller abbastanza convenzionale. Sy è uno psicopatico che abbiamo visto milioni di volte al cinema (solitario, infanzia difficile, voyeur e via dicendo). La differenza in questo caso la fa il gioco extra-cinematografico sull'attore con un passato da "buono". In One Hour Photo Robin Williams perde la "verginità" e da una brusca svolta alla sua carriera: nei film successivi (Insomnia e Final Cut) infatti interpreterà ancora personaggi negativi. L'altro spunto originale è la fine del film ma quella è meglio che la scopriate da soli... |
||||||||