Lo stesso
tipo di percezione però sembra surreale sul grande schermo,
dove s'impone l'eterno «primo piano» della voce protagonista.
Altra interessante applicazione del concetto appena espresso: un dialogo
tra Gilbert e un amico illustrato unicamente dai piedi, anzi dalle
scarpe del vecchio attore. Il balletto dei mocassini sottolinea il
ritmo del dialogo e le voci degli attori - dal punto di vista sonoro
- vengono trattati in maniera neutra, senza nessuna caratterizzazione
spaziale, che resta del tutto affidata alla «coreografia pedestre». |
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