Lo stesso tipo di percezione però sembra surreale sul grande schermo, dove s'impone l'eterno «primo piano» della voce protagonista.

Altra interessante applicazione del concetto appena espresso: un dialogo tra Gilbert e un amico illustrato unicamente dai piedi, anzi dalle scarpe del vecchio attore. Il balletto dei mocassini sottolinea il ritmo del dialogo e le voci degli attori - dal punto di vista sonoro - vengono trattati in maniera neutra, senza nessuna caratterizzazione spaziale, che resta del tutto affidata alla «coreografia pedestre».
[pagina 1][pagina 2] pagina 3/3
TORNA ALLA HOME PAGE DI AUDIOVISIONE   INVIA UN COMMENTO   versione per stampa