La barriera dell'udibile è sempre una vetrina: la trasparenza da una parte permette la visione del protagonista in uno spazio separato, dall'altra però occulta il sonoro dell'interno per privilegiare del tutto i rumori della strada.
La frizione tra immagine e sonoro, mai così «cinematograficamente scorretta», finisce per simulare la presenza dello spettatore nell'universo del film, specie nella situazione reiterata del bar in cui Gilbert si reca ogni mattina.
Lo vediamo mentre parlotta con il cameriere ma tutto ciò che ascoltiamo è il traffico, esattamente come avverrebbe nella vita reale.
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