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La Foresta Pietrificata
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Duke Mantee, un noto gangster, arriva in una locanda a gestione familiare e sequestra tutti quelli che vi trova all'interno. Tra cui: Alan Squier, uno scrittore idealista e sognatore, che attraversa gli States con l'autostop; Gabby Maple, la figlia del gestore che nel tempo libero dipinge e sogna Parigi; il suo spasimante Boze, l'abbiente famiglia Chrisholm... Una delle prime inquadrature mostra un cartello che recita esplicitamente: ULTIMA OCCASIONE. E in effetti nella locanda molti giocheranno l'ultima carta per "deviare" dal proprio destino: Squier, lo scrittore, si immola per permettere a Gabby di recarsi in Francia a studiare arte; Duke prova a sfuggire per l'ultima volta alle forze dell'ordine, Boze riesce nel bene e nel male a dimostrare il suo valore, la signora Chrisholm finalmente ne canta quattro al facoltoso marito che ne ha soffocato i sogni artistici di gioventù.
L'origine teatrale, i dialoghi verbosi e poco cinematografici, creano un'atmosfera densa di attese e povera di azioni. Pochi gesti improvvisi (il ferimento di Boze, la morte di Alan e Duke) interrompono un tempo "pietrificato" in cui tutti sembrano trattenere il respiro in attesa degli eventi. Il pericolo sembra essere in realtà solo una scusa per la vera resa dei conti: quella con la propria vita. Per la maggior parte del tempo i personaggi intrecciano tra loro complicati discorsi, in cui via via si infilano gli altri presenti, compreso Duke, spesso invitato da Alan ad esprimere l'ultima parola. Il personaggio interpretato da Bogart ha in effetti un ruolo particolare di "sanzionatore", avendo diritto di vita e di morte sui presenti (almeno in apparenza). La sua funzione ambigua è sottolineata dalla sedia, posizionata leggermente più in alto rispetto ai tavolini. Una postazione di controllo ma comunque traballante: la sedia infatti non è certo un "panopticon" e il volto del gangster (a differenza delle sue azioni) è spesso incerto.
Il personaggio di Duke Mantee è indimenticabile soprattutto per la maschera che Bogart ha saputo mettergli addosso: stonato, con barba incolta, lo sguardo un po' bollito, l'espressione spesso imbambolata che crea un contrasto espressivo quasi schizofrenico con il cliché del gangster. Il gangster ha qualcosa in comune con lo scrittore fallito: un romanticismo estremo che li porta entrambi a sacrificarsi per una donna. Duke per aspettare la sua compagna, finisce accoppato; Alan Squier, che ha conosciuto Gabby solo poche ore prima, rinuncia volontariamente alla vita pur di permettere alla ragazza di realizzare il suo sogno. |
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