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Hell's Kitchen
 

Regista
Tony Cinciripini

Attori
Angelina Jolie
Rosanna Arquette
Mekhi Phifer

Durata
100 min

Genere
Drammatico

Il distributore ripesca questo film uscito tre anni orsono in America, dove aveva avuto scarso successo. In Italia non disprezziamo scarti provenienti da oltreoceano, quindi non c'è da sorprendersi se si tenta il colpo a sorpresa con un film di valore quasi nullo.

In questo caso particolare la ragione che giustifica in parte il masochismo è la presenza del premio Oscar Angelina Jolie (Ragazze interrotte). Il regista esordiente Tony Cinciripini ha un nome tra il ridicolo e il patetico: non si poteva inventare uno pseudonimo decente? E comunque doveva fare proprio il regista nella vita? A questi indipendenti americani bisognerebbe spiegare tre cose: 1 Nel mondo ci sono già troppi artisti o presunti tali; 2 Non basta avere un nome italo-americano per essere un bravo regista; 3 Anche Tarantino dopo i primi due film ha fatto spesso cilecca.

Il film, ambientato nella solita New York torbida e corrotta, ricerca con fin troppa insistenza le situazioni sordide e non vibra mai di sensazioni credibili: ci sono almeno otto finali e altrettanti colpi di scena, che però invece di tenere incollati alla poltrona, invitano ad alzarsi ogni venti minuti. Il dramma è così manierato che non sfiora nemmeno una salutare comicità involontaria. C'è di tutto: spacciatori di nove anni dotati di pistola, ex campioni del mondo di pugilato, mafia irlandese, cantanti tossiche, adulteri intrafamiliari, persone crudeli che però erano maltrattate dai genitori che, finiti in manicomio, si mettono a scrivere poesie...mah!

Una cosa è certa, in questo film ogni volta che si spara, si sbaglia bersaglio. Su questo, giuro, si reggono tutti gli snodi narrativi: ridicolo? No, nemmeno quello. Gloria (Angelina Jolie), il suo ragazzo Johnny (Mekhi Phifer), suo fratello Hayden e Patty tentano un colpo rapinando uno spacciatore portoricano. Gloria fa il palo e aspetta, ma le cose non vanno bene: Patty uccide Hayden in una caotica sparatoria, anche Johnny è colpito, Patty lo reputa morto e fugge.

Qualche tempo dopo scopriamo che Johnny era solo ferito e che è finito in carcere mentre Patty si è messo in affari con il bar di suo padre e si è messo con Gloria, a cui ha raccontato che è stato Johnny ad uccidere Hayden.

Gloria vuole che Patty vendichi la morte del fratello uccidendo Johnny. Il rimorso della menzogna frena il ragazzo che piano piano scivola nella follia.

Al culmine della disperazione Patty inizia una relazione con Liz (Rosanna Arquette), madre di Gloria, e compagna di droga di chiunque voglia fargli compagnia.
Alla fine Gloria scopre la menzogna di Patty e si rimette con Johnny, Liz si disintossica e viene perdonata dai due, che perdonano anche Patty, ormai finito in un ospedale psichiatrico.

Tutti (quasi) felici e contenti. Degna conclusione. Pensate che a convincere Johnny e Gloria al perdono di Patty sono una serie di poesie che lui ha scritto per loro dall'ospedale! Capito? Non lettere ma poesie! La storia è ingarbugliata e altrettanto i legami tra i personaggi e non è mai verosimile perché manca quella tensione necessaria a trasformare una fiction in un mondo possibile che coinvolge lo spettatore. È penoso vedere coinvolta in questa farsa un'attrice fondamentale come Rosanna Arquette di cui abbiamo solo buoni ricordi in film come Fuori Orario, New York Stories e il più recente Crash; anche Angelina Jolie non è male con quelle sue labbra violacee e un po' tumefatte da ex tossica.

In ogni caso le loro buone prestazioni non bastano a risollevare le sorti di quest'opera meno che mediocre.
         
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