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The Others - 2001 - Alejandro Amenábar
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Inghilterra, 1945. Grace vive assieme ai due figli in una grande casa isolata. I bambini soffrono di una rarissima malattia "della luce" che li costringe a vivere al riparo dai raggi del sole. Pian piano nella casa cominciano ad avvertirsi presenze estranee... Il film è giocato sulle di "assenze": le stanze vuote, l'assenza di luce, l'assenza del padre dei bambini. Le stesse "presenze" nella casa sono in realtà sempre rappresentate dal vuoto, riempito solo da abili effetti sonori. Sottolineare l’importanza del sonoro in questo film è quasi scontato visto che Amenabar ha composto personalmente anche le musiche. Nel ristretto club di registi/compositori (Clint Eastwood, John Carpenter, Mike Figgis). Amenabar è forse il più dotato anche se le soluzioni orchestrali adottate per The Others non oltrepassano una normale aderenza al genere ‘horror con gli archi che stridono’. In ogni caso l’uso del suono, del rumore e della musica, permette al regista di fare quasi completamente a meno degli effetti speciali: da questo punto di vista The Others sembra un film d’altri tempi. Nicole Kidman è brava a recitare per tutto il film sul filo dell'isteria, interpretando alla perfezione una donna austera, ossessionata e ossessionante, dalla mimica tremula e fremente. Le atmosfere sono rarefatte e silenziose, il buio domina, interrotto soltanto dalle luci ingiallite e soffuse delle lampade a petrolio e dal volto della color carta della protagonista. Grace sembra proteggere i figli dalla luce del sole ma in realtà quello che le interessa sono le tende, metafora evidente del velo che offusca e copre la verità. Solo il finale "farà luce" sull'inganno e sull'apparenza, sull'alterità di questo mondo e sulla verità dell'altro. |
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