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Codice: Swordfish
 

Regista
Dominic Sena

Attori
John Travolta
Hugh Jackman
Halle Berry

Durata
109 min

Genere
Azione
Quando Scientology lo beatificherà per i milioni di dollari donati alla religione del denaro e della scienza, prenderà il nome di San…
È l’uomo dalla faccia più larga dell’universo: John Travolta, un troll consumista con capigliatura trash «tarantiniana». Qui è Gabriel Shir, un ex agente del Mossad (servizi segreti israeliani) che «serve» il popolo degli USA, lottando contro il terrorismo internazionale. Questa guerra costa, fare gli attentati di ritorsione costa e dunque ogni mezzo è lecito per difendere il proprio paese: la Black Cell ad esempio - una fantomatica Gladio creata da Edgar Hoover.
Il film ha fatto appena in tempo ad uscire: dopo gli ultimi tragici avvenimenti la censura governativa americana è molto forte ed è stata bloccata l’uscita di almeno tre film di argomento simile. Shir sarebbe in teoria il servo fedele di un senatore dello stato (interpretato da Sam Sheperd, finito in uno dei peggiori film che mai gli siano capitati) ma questi «tradisce» la causa e allora Gabriel si svincola e agisce in prima persona. Il film inizia con uno sguardo in macchina di San… San… San Faccia Larga (dovrebbe andare) che commenta l’ultima produzione hollywoodiana: «i film oggi sono incredibile, irrilevante merda». Più metacinematografico di così! Ma forse era solo autoreferenziale, perché questo film è proprio merda della peggior specie. Ma si! È autoreferenziale: predice addirittura il finale! E il bello è che questo film farà un mucchio di soldi: a certi livelli (molto bassi) conta di più la saturazione pubblicitaria delle migliaia di recensioni negative che come questa sommergeranno il film di Sena, autore di due film (Fuori in 60 secondi e Kalifornia) che non erano così tragici.
Film MTV, film videogioco, Swordfish non merita neppure questi appellativi: crede di cavarsela con un paio di esplosioni spettacolari che replicano l’effetto speciale di Matrix e con qualche altra esibizione dell’inverosimile tipo camion attraccato al volo da un elicottero e portato a spasso per i grattacieli di Los Angeles (altro casuale quanto inquietante riferimento). E nel frattempo noi sentiamo stupidaggini di questo genere: "facciamo un worm, aggiriamo il firewall, attacchiamo un cavallo di Troia al worm e scarichiamo 9 miliardi di dollari su un sette conti protetti svizzero-monegaschi". Eh già perché dimenticavo che l’altro tema affianco al terrorismo è l’hackeraggio di alto livello, Internet-Satana, navigazione virtuale, pre-load da premio Oscar, banda larga ma così larga che si accede alla rete più protetta del Dipartimento di Stato in 60 secondi, magari anche con qualche signorina che nel frattempo ti fa il servizietto sotto la scrivania. Figuratevi che in America uno degli spunti migliori per la pubblicità è stato l’annunciato quanto fugace topless di Halle Berry, l’interprete femminile: ah beati loro che si accontentano di così poco! Che volevate aspettarvi?
Ma sapete, c’è qualcosa che giustifica tutta questa gran presa per il culo. Swordfish era la password/parola d’ordine che Groucho affidava al fratello Chico per entrare nel locale notturno in uno dei capolavori dei fratelli Marx: Horsefeathers. Poteva dirlo prima Sena che voleva farci ridere del rapporto assolutamente sproporzionato tra intenzioni e risultati.

         
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