INIZIO ARTICOLI IN BREVE ARCHIVIO GALLERIE LINK

Requiem for a Dream: quattro stagioni, dal sogno all'incubo
 

Nazione

Usa

Anno

2000

Regista

Darren Aronofky

Attori

Jared Leto
Jennifer Connoly
Ellen Burstyn

Durata

97 min

Genere

Thriller
La parabola in discesa di due tossicodipendenze: quella canonica di ragazzi e quella "casalinga" di una madre.
Il consumismo è un malato terminale e la droga, come diceva William Burroughs, è la merce perfetta, definitiva, valida per tutto e per tutti...

Harry (Jared Leto) è nato a Coney Island, sulle spiagge di Brooklyn. Assieme all'amico Tyrone e alla fidanzata Marion (Jennifer Connoly) vive un idillio che si regge sull'amicizia, l'amore e l'eroina. Nel frattempo sua madre, la vedova Sarah Goldfarb (Ellen Burstyn), riceve un invito per partecipare al Tappy Tippon's, il suo talk show preferito; Sarah per l'occasione vuole sembrare più giovane così si sottopone a una drastica cura dimagrante a base di anfetaminici...

tossicodipendenza la madre di Harry

Darren Aronofky gira il suo secondo capolavoro dopo l'ottimo thriller fantascientifico Pi, il teorema del delirio (nel 1998 premio per la miglior regia al Sundance Film Festival).

Tratto da un romanzo del famoso scrittore statunitense Hubert Selby Jr. (qui anche sceneggiatore), Requiem for a Dream è un racconto ipnotico, un crescendo emotivo quasi paranoico, che segue il destino in parallelo di quattro protagonisti in quattro stagioni, dal sogno all'incubo. La parabola discendente dei quattro personaggi è inesorabile: uniti e sognanti all'inizio, soli e lacerati, nell'anima e nel corpo, alla fine.

Aronofky è un vero talento della tecnica: è a suo agio sia con le tecniche del videoclip che con i meccanismi tipici della tradizione hollywoodiana: Split-screen dai colori accesi e montaggi velocizzati si alternano tranquillamente a dialoghi in campo/controcampo da manuale, in uno stile misto ma non "contaminato", sempre finalizzato alla costruzione del senso e della struttura drammatica.

split-screen

Requiem for a Dream è uno di quei rarissimi film che fanno spettacolo insinuando il male nel cuore dello spettatore. L'ignara vittima, coinvolto inevitabilmente negli alti e bassi delle speranze e delle cadute, rimane intrappolata in una spirale negativa che procede sempre più incessante.

Qualunque sia lo stato d'animo iniziale alla fine della proiezione si sta male, davvero male, perché Aronofky ci ha bendato gli occhi per condurci nell'angoscia più nera e noi ci siamo cascati, ingannati da una regia sapiente che sa dosare le gocce di veleno una ad una, inquadratura dopo inquadratura.

Una nota a parte merita la colonna sonora, davvero memorabile*. La partitura è sapientemente orchestrata da due soli protagonisti: Clint Mansell e Kronos Quartet. Il primo, con le sue insinuanti note elettroniche, "commenta" le azioni dei personaggi "in diretta" mentre il quartetto, con i suoi i archi sferzanti, anticipa e rammenta in continuazione il tono generale della vicenda: il destino inesorabile. I due macro-temi musicali si inseguono per tutti i quattro "movimenti audiovisivi" in cui il film è strutturato, per incontrarsi nel finale in un'apoteosi drammatica, carica di tensione apocalittica.

* Curiosamente i trailer italiani di Spider (David Cronenberg) e Il signore degli anelli (Peter Jackson) usavano il principale tema musicale di Requiem for a Dream come "colonna sonora".
 
         
TORNA ALLA HOME PAGE DI AUDIOVISIONE INVIA UN COMMENTO versione per stampa © Giuseppe Grosso Ciponte 2001-2010 [Contatti] [Credits] [Copyright]