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La dalia azzurra - 1946 - George Marshall
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Rientrato dal fronte bellico, ex soldato trova la moglie in compagnia dell'amante. I due si dividono, ma lei poco dopo č misteriosamente uccisa. Supposto colpevole dell'omicidio, si mette lui stesso a dar la caccia all'assassino.
Juke-Box Johnny, George e Buzz (tre reduci di guerra) sono in un bar. Un maggiore dell'esercito mette un disco al juke-box. Buzz immediatamente dimostra insofferenza. La regia ci introduce nel suo «udito interiore». Marshall rappresenta il trauma di Buzz attraverso una bassa fedeltą del suono, del tutto immaginaria. La musica da scimmia - come la chiama Buzz - opprime tutto l'ambiente sonoro della scena: il juke-box zittisce non solo tutti gli altri suoni del bar ma anche il traffico all'esterno. La mente di Buzz si ottunde e con lei tutta la scena sonora diventa "sorda".
La telefonata Johnny e Helen hanno appena litigato. Helen telefona a Buzz chiedendo informazioni del marito. Buzz non riesce a parlare perché dall'altra parte del muro (siamo in un motel) qualcuno o qualcosa suona la musica da scimmia Buzz intima alla fonte acusmatica di smetterla "perché c'è un bambino che sta male". Visto che la lucidità mentale di Buzz è discutibile, non sappiamo davvero a chi si stia rivolgendo. La fonte musicale è assente due volte: Non vediamo chi suona La fonte sonora (radio o giradischi) è fuori campo
Amnesia Verso la fine del film un falso colpo di scena: Buzz si autoaccusa del delitto di Helen. Ma Johnny dimostra che non solo Buzz č innocente ma che in realtą ha completamente dimenticato cosa ha fatto assieme ad Helen. La solita musica gli ha fatto perdere la memoria, un gesto di Joyce gliela fa tornare (la donna strappa i petali di una dalia blu). Buzz, vittima del suono, salvato dall'immagine? |
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